Maiora è certificata Equal Salary: primato per il Sud e per la GDO

Maiora è la prima azienda in assoluto al Sud e anche per la Grande Distribuzione italiana ad aver ottenuto la certificazione “Equal Salary”.

Due primati che l’organizzazione concessionaria del marchio Despar, si augura possano diventare un profondo ed importante stimolo per tutte le altre realtà che operano nel territorio, ma anche nel settore di riferimento, affinché la disparità salariale sia finalmente superata in modo trasversale.

La certificazione “Equal Salary” è un importante attestato che certifica l’assenza di gap retributivo tra i collaboratori, donne e uomini, che a parità di qualifica, svolgono uguali mansioni.

L’ambizioso obiettivo, non solo per Maiora, ma per tutto il settore della GDO e per l’intero Sud Italia, è il risultato di una gestione aziendale naturalmente paritaria e fondata su equità e meritocrazia.

L’azienda con sede a Corato (Ba), è una giovane realtà, che ha preso la forma attuale solo 10 anni fa, ma che rappresenta il frutto di due storiche imprese del territorio, nate dalla lungimiranza delle famiglie Cannillo e Peschechera (rispettivamente fondatrici della Cannillo e di Ipa Sud) che, fondendosi, hanno dato vita a Maiora.

Una azienda capace fin da subito di esprimere una gestione dinamica e avanguardista dell’imprenditoria, nella GDO. 

La certificazione è stata conferita dalla Equal Salary Foundation, organizzazione senza scopo di lucro, nata nel 2010, la cui mission consiste nella creazione e nello sviluppo di un metodo scientifico e oggettivo, volto a generare uno strumento fondamentale e riconosciuto dalla Commissione Europea, capace di misurare l’equità salariale in diverse realtà imprenditoriali, al fine di scardinare l’ambiguità che, ancora oggi, risulta un ostacolo concreto in ambito professionale.

Il processo di certificazione è stato creato e sviluppato in collaborazione con l’istituzione specializzata in questioni relative al mercato del lavoro: l’esclusiva Università di Ginevra. 

L’esito positivo è giunto dopo tre complesse fasi di puntuali analisi, svariati studi e valutazioni da parte della Fondazione in collaborazione con Pwc: 

  • La fase uno ha previsto una indagine di tipo quantitativo, con esame e confronto dei salari a parità di mansioni e livelli di inquadramento. 
  • La fase due ha generato un esame analitico inerente ai sistemi interni di gestione, in ambito di risorse umane, formazione, comunicazione e direzione aziendale.
  • La fase tre ha implicato esami di natura qualitativa, attraverso dei focus group direttamente con i collaboratori, scelti con modalità casuale, direttamente dalle auditor incaricate.

La certificazione Equal Salary rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso già avviato con successo in questi anni da Maiora che si appresta a pubblicare il suo IV Report di Sostenibilità, documento nel quale dal 2019 si attesta l’impegno continuo e progressivo dell’azienda nei confronti della propria popolazione aziendale, composta da oltre 2.400 collaboratori, di cui quasi il 50% donne, e anche in merito all’ambiente, grazie ad una particolare attenzione alla sostenibilità e alla circular economy.

Attraverso la certificazione Equal Salary, Maiora ha conseguito il punto numero 5 dell’agenda ONU 2030 che consiste, appunto, nel “Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze” e il numero 8.5 che prevede di “Garantire entro il 2030 un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un’equa remunerazione per lavori di equo valore”.

Valori profondamente condivisi dall’azienda pugliese cha ha ampiamente dimostrato di essere capace di generare valore e progresso, attraverso una politica gestionale meritocratica ed equa.

“La certificazione Equal Salary – spiega Pippo Cannillo, Presidente e Amministratore Delegato di Maiora – è un ambizioso riconoscimento che corona un percorso intrapreso da molti anni, fatto di valori e finalizzato al miglioramento considerevole del nostro welfare aziendale. È sicuramente un modo concreto per incoraggiare le aziende ad adottare politiche sostenibili, nel rispetto della responsabilità sociale d’impresa che stimola a rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese. Essere i primi nella Grande Distribuzione italiana, e nel Mezzogiorno, a certificare la parità di genere ci auguriamo possa rappresentare uno stimolo per altri colleghi imprenditori affinché si possa colmare sempre più questo gap”.

Di Vita magazine dicembre